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I marlin bianchi di Casablanca
Testo e foto : Carlo Vernocchi - e.mail
Marlin bianchi di taglia ed in gran numero, una valida organizzazione charter, hotel di buon livello il tutto a poco meno di tre ore dall’Italia. Un sogno? No, una relata’ di nome Marocco ( vai alla pagina ) , piu’ precisamente Casablanca! Del tutto sconosciuto o quasi ai pescatori italiani questo spot, e’ al contrario, da circa una quindicina d’anni meta preferita dei pescatori d’oltralpe. E’ infatti nelle seconda meta’ degli anni ottanta che alcuni famosi pescatori francesi iniziarono a praticare con successo la pesca dei marlin bianchi ( Tetrapturus albidus ) il piu’ piccolo della famiglia dei marlin. Da quel periodo, sin verso la meta’ degli anni novanta, numerosi furono i record del mondo I.G.F.A fatti registrare sulle diverse classi di lenza.
In occasione del mio soggiorno a Casablanca ho avuto il piacere di incontrare Fouad Sahoui, il locale rappresentante I.G.F.A, che da circa una decina di anni si dedica con assiduita’ alla pesca a mosca dei marlin di cui detiene quattro record del mondo nella speciale categoria “saltwatyer fly fishing “Durante il nostro incontro, avvenuto per altro nel bel club privato di Mohammedia, Fouad mi ha confermato l’alto potenziale di pesca che offre questa parte dell’Oceano Atlantico. La stagione di pesca inizia l’ultima settimana di luglio e si
protrae sin verso la meta’ di ottobre, periodo in cui la corrente delle Canarie passa al largo delle coste del Regno Unito del Marocco. Sempre secondo Fouad , sebbene la pesca risulti buona durante tutto l’arco della stagione , e’ normalmente dalla meta’ di agosto alla meta’ di settembre ( hot season ) che si registra la presenza degli esemplari di taglia e la maggior numero di marlin in termini generali. Non sono rare le giornate in cui si registrano dieci o piu’ strike per barca con, in alcuni casi, non rari gli attacchi multipli. La taglia media dei marlin bianchi e’ compresa tra i 25 ed i 40 kg ma non e’ raro incontrae esemplari che raggiungono e a volte superano i 60 kg. Gli spot di pesca ad oggi conosciuti si trovano a quindici/trenta miglia nord ( inizio stagione ) e ad altrettanta distanza sud/ovest ( fine stagione ) da Casablanca o Mahammedia in quelle zone dove la temperatura dell’acqua e’ compresa tra i 23° ed i 25° e su fondali di 120-180 metri. Nelle stesse acuqe sono presenti marlin blue, tonni big eye, lampughe, tonni rossi, pesci spada squali mako’ nonche’ i sempre presenti sckipjak. La cattura di questi predatori e’ pero’ occasionale e normalmnte avviene mentre i pescatori sportivi locali sono impegnati nella traina ai marlin bianchi.
Come gia’ detto in precedenza, la stagione di pesca in questo spot non dura piu’ di tre mesi ed e’ forse per qusto che a tutt’oggi nessuna organizzazione charter ha mai operato in modo sistematico e continuativo. A colmare questa lacuna ci hanno pensato Pascal Artieda, un dinamcio ed intraprendete trenatduenne franacese ed il suo socio Stephan Giraudeau esperto pescatore a mosca ed abile guida. L’idea nacque a Pascal due anni fa quando, durante la chiusura estiva del centro di pesca di sua proprieta’ sul lago Nasser, famoso spot la pesca de
i grandi persici del nilo ( Nile perch ) ospite di alcuni amici francesi fu invitato per alcune uscite di pesca con obiettivo i marlin bianchi. Pascal fu talmente impressionato dal numero di avvistamenti e catture che, verificata la totale mancanza di organizzazioni charter decise sui cosi’ “ due piedi “ di richiedere le autorizzazioni per aprire il “ Casablanca fishing club “ Ottenute le debite licenze e acquistate due imbarcazioni centre consolle, nell’anno 2004 Pascal e Stephan con alcuni amici ed affezionati clienti iniziarono la paziente ricerca dei migliori spot di pesca e la messa a punto delle attrezzature e delle migliori tecniche di pesca. I risultati furono subito incoraggianti con molti avvistamenti e numerose catture.Con l’ultima settimanda di l’uglio di quest’anno ( 2005 ) e’ iniziata ufficilamente l’attivita’ del Casablanca fishing club. All’ormeggio a disposizione dei clienti due imbarcazioni. Un Boston Whaler 25’ con due motori fuoribordo da 150 CV cadauno ed un catamarano a 23’ con due motori quattro tempi da 140 CV Entrambe le barche sono equipaggiate con canne Shimano stand up 20/30 e mulinelli Shimano e Penn International imbobinati con lenza di pari libraggio, divergenti, pancere, renali ed un vasto assortimento di esche atificiali. A disposizione anche canne da spinning pesante per la pesca con esca morta su avvistamento del pesce richiamato in suprficie dai teasers trainati nelle immediate vicinanze della imbarczione A completare l’equipaggiamento GPS cartografico, ecoscandaglio a colori, VHF, telefono satellitare e dotazioni di sicurezza. Le imbarcazioni sono asscurate.
Scopo del mio viaggio la verifica sul “ campo “ delle reali possibilita’ di pesca di questo a noi sconosciuto spot. Compagni di pesca Anna e Giuseppe una coppia di giovani genovesi alla loro prima esperienza di pesca ai rostrati. Primo giorno. Alle otto in punto troviamo Anna e Giuseppe ad attenderci davanti all’Hotel 4* Les Season. Brevi e sonnolenti saluti. Percorso il breve tratto che separa l’hotel dal porto mercantile ( ca. 10 minuti ) sosta obbligatoria all’ufficio di polizia per la consegna dei passaporti. Dall’anno prossimo dovrebbe esere pronta una nuova marina privata. Ottenuto il libero accesso all’area portuale eccoci all’ormeggio dove troviamo Stephane che ha gia’ provveduto a preparere la barca e a scaldare i motori. Sistemate le borse negli appositi gavoni e usciti dall’area portuale eccoci lanciati, meglio dire sparati, visto che il Boston viaggia a piu’ di 30 nodi, verso le zone di pesca dove arriviamo dopo circa un’ora. Causa una perturbazione dei giorni precedenti che aveva fatto pensare al peggio, il cielo e’ grigio e,
fortunatamente, l’oceano e’ poco mosso. Calate le 4 esche artificiali, due a lungo sui divergenti e due piu’ a corto dirette inizia l’azione di pesca in cerca delle fasce d’acqua con temperatura compresa tra i 23° ed i 25° Ci voglio circa due ore prima che vicino al kona attaccato al divergente di dritta ( destra ) compaia l’inconfonidile pinna del marlin bianco. Agitazione abordo, qualcuno urla “ marlin “ altri piu’ ottimisti hanno gia’ in mano la macchina fotografica. Trascorrono alcuni secondi che sembrano ore durante i quali il marlin zigzagando nervoso sfiora ora un kona ora un altro senza pero’ sferrare il tipico attacco, rostro al cielo. Poi, improvvisamente come e’ apparso, il marlin scompare nel blu dell’Oceano. Inutile descrivere la delusione che in quel momento trapelava sul viso di tutti. Il resto della giornata trascorre senza altre emozioni.
Secondo giorno. Tempo leggermente migliorato con il sole che incomincia ad intravedersi tra le nuvole.Mare perfetto con una leggera brezza da nord-ovest. Durante il trasferimento scelta delle esche. La mia attenzione cade su di un Kona di ca. 20 cm testa tagliata a 45° e di colorazione meta’ blu con righe nere e l’altra’ meta’ argento. La scelta risulto’ azzeccata. Incredibilmente, anche oggi come per tuti gli altri giorni, i primi avvistamenti avvengono verso le undici con l’avvistamento di due marlin in scia.Nonostante i tentativi di Pascal fatti di
accellerate e rallentamenti improvvisi della barca per invogliare i marlin all’attacco non succede nulla. Anche questa volta i pesci scompaiono nel blu. Non e’ ancora passata la rabbia per il nulla di fatto che l’inconfondibile rumore provocato dalla apertura della pinza del divergente seguito dallo stridire del cicalino dello Shimano ci fanno capire che e’ STRIKE! E’ il turno di Giuseppe, ferrata pronta e precisa, la bobina del mulinello che si svuota velocemente ed il marlin che si prduce in acrobatici salti fuor d’acqua a piu’ di 300 metrti dalla barca. Breve combattimento di una decina di minuti, improvvisamemte la lenza si adagia sull’acqua. PERSO Con il morale sotto la suola delle scarpe, sarebbe meglio dire sotto la carena visto che siamo in barca, rimettiamo le esche in pesca. Non facciamo in tempo ad addentare uno dei tanti tramezzini al tonno e pomodoro o formaggio e prosciutto sempre presenti nel cool box che una altro mrlin fa la sua comparsa. Solita scena, breve inseguimento delle esche, nessun attacco e ritorno nel blu. A bordo il silenzio e’ totale, continuiamo ad ingoiare tramezzini. E’ ancora una volta la pinza del divergente ad avvisarci dell’avvenuto strike. Giuseppe alla canna. Questa volta il marlin e’ ben ferrato e dopo ca. venti minuti il leader ( terminale ) e’ a pochi metri dalla barca. Stephane sta’ per afferrarlo ma con una fuga improvvisa il marlin riprende il largo. Altro breve combattimento ed il pesce e’ di nuovo vicino al’imbarcazione, vivo ma privo di enregie. In un attimo viene liberato dal’amo, issato a bordo per le fotografie di rito, rimesso in acqua e una volta riossigenato lasciato libero. Indescrivibile la gioa di Giuseppe che per una decina di minuti stringe mani a destra e a manca ringrazinado tutti. E’ il suo primo marlin, peso stimato 45 kilogrammi! Un bel pesce per essere all’inizio della stagione. Dobbiamo aspettare sin vero le due prima che un altro marlin attacchi l’esca. Strike andato a vuoto. Il resto della giornata trascorre senza altre emozioni.
Terzo giorno. Sicuramente il migliore, condizioni meteo ugali al giorno precedente. Da non credere, anche oggi il primo avvistamento avviene piu’ o meno alla stessa ora, le undici, e nello stesso spot di pesca dei giorni precedenti e sulla stessa esca. Un caso? D’apprima si vedono, esaltati da un sole brillante, gli inconfondibili colori blu cobalto delle linee laterali e delle pinne segno inconfondibile che il marlin sta’ per attaccare . Subito dopo, la lenza liberatasi dalle pinze del divergente incomincia a fuoriuscire dalla bobina del mulinello a velocita’ incredibile.
Anna, oggi e’ il suo turno, non fa intempo ad afferarre la canna per lo strike che la lenza si ferma e lentamente si adagia sulla superficie dal mare. PERSO! Come inizio non c’e male! Len- ze in pesca e via per un altro tentativo. L’attesa non e’ lunga, altro attacco. Questa volta, dovo averne precedentemente parlato con Anna effettuo io lo strike. Mentre il marlin compie la sua prima fuga verso il largo passo la canna ad Anna che intanto ha gi’a indossato la pancera reggicanna. Il combattimento inizia. Trascorrono circa venti minuti prima che il pesce venga portato vicino alla barca dove, prima che Stephane afferri il terminale, si produce
in esaltanti salti fuor d’acqua con conseguenti urla di meraviglia lanciate da tutti noi. Anche in questo caso fatte le foto di rito il marlin viene riossigenato e liberato. Peso stimato 35 kilogrammi. Anche in questo caso superfluo dire della gioia della minuta Anna ( ca. 45 kg ) che sino ad allora aveva catturato solo qualche bonito. Una volta riposatasi, Anna mi confida di aver trascorso parte della sera precedenta a ricordare i consigli che le avevo dato nei giorni precedenti e a ripetere i movimenti che averbbe dovuto compiere nel caso avesse dovuto combattere col suo primo marlin. La giornata si conclude con un altro strike andato a vuoto ed una bella lampuga di circa 9 kilogrammi sempre catturata da Anna.
Ultimo giorno. In termini atmosferici la giornata peggiore. Cielo grigio ed un fastidioso vento piuttosto freddo proveniente da ovest che non facevano promettere nulla di buono. A conferma delle nostre sensazioni abbiamo dovuto aspettare sin verso le due quando, in poco piu’ di mezz’ora. ed in coincidenza ad una temporanea schiarita del cielo si sono registrati tre attacchi. Purtroppo, per una ragione o un'altra, nessun pesce e’ stao catturato. Oggi era il turno di Giuseppe. Il resto della giornata tascorre senza altre emozioni. Rientrati in porto riaccompagniamo Anna e Giuseppe in albergo dove li salutiamo. Il giorno dopo i due “ genovesi “ partiranno per un tour turistico/culturale del Marocco che lasceranno il 21 agosto partendo dall’aeroporto di Marakkesh, una delle citta’ imperiali. La sera, a casa di Pascal, dove ho alloggiato per tutto il periodo dopo aver consumato l’ennesima ottima cena e bevuto un buon vino rose’ facciamo il bilancio delle quattro giornate di pesca. Sedici marlin avvistati di dimensioni comprese tra i 25 ed i 45 kilogrammi. Oltre ogni piu’ rosea aspettativa visto che eravamo all’inizio della satagione. Prima di coricarci chiedo a Pascal di segnare sulla sua agenda di tenere libere per me quattro giornate di pesca nella prima settimana di settembre dell’anno prossimo.